Si, viaggiare.

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Viaggiare, quasi un diritto, se non un dovere.

Perchè viaggiare? Perchè ci apre la mente, ci espone a nuove situazioni, ci mostra il mondo, ci mette in contatto con altre persone, ci permette di approfondire la nostra conoscenza della natura e dei costumi di altre popolazioni.

Il viaggio può, infatti, essere inteso in senso reale e concreto come uno spostamento nello spazio e nel tempo ovvero il visitare posti nuovi, entrare in contatto con culture diverse, relazionarsi con persone di altre lingue, colori ed abitudini, oppure in senso simbolico metaforico ovvero come cammino della vita, itinerario verso la conoscenza di se stessi addentrandosi nella profondità della propria essenza e scoprire chi siamo e a quale vocazione siamo chiamati per essere veramente felici.

L’itinerario è sempre un invito ad intraprendere la strada che porta alla piena realizzazione di sé e, quindi, alla vera felicità, superando ogni barriera umana che provoca egoismo, solitudine, indifferenza, intolleranza.

Il viaggio, in tutte le sue dimensioni, è un invito a perdersi per ritrovarsi.

E’ così che il viaggio assume un’importante valenza educativa, di crescita interiore, favorendo l’inizio di un nuovo cammino verso la piena maturazione e realizzazione del vero sé.

Ma quanti tipi di viaggio esistono?

Il viaggio è anche l’incontro con la diversità, il dono come nutrimento della relazione autentica e il dialogo come mezzo per creare la relazione. Ed è solo attraverso un rinnovamento di prospettiva adottando pertanto una prospettiva interculturale che genera mutuo rispetto anziché reciproca esclusione che è possibile far fronte alla grande sfida educativa del nostro tempo.

L’educazione interculturale ha come obiettivo il confronto tra persone diverse e la coesione sociale: la costruzione di identità culturali complesse.

Poi esiste il viaggio come metafora della vita: un itinerario di comprensione del senso ultimo dell’esistenza umana che porta a scoprire la verità di sé, senza la quale ciascun essere umano è portato a compiere scelte alla cieca, che non portano alla vera felicità. In tale prospettiva un particolare contributo è dato dalla mistica, intesa come via di ricerca della Verità.

La metafora della vita è inseparabile dalla metafora del processo educativo poiché entrambi hanno come meta la realizzazione personale. In entrambi i casi si tratta di un cammino tortuoso, difficile, in cui è continuamente possibile smarrirsi o anche ritornare sui propri passi, ma in cui sempre e comunque il viaggio opera una trasformazione interna del viandante.

Infine il viaggio come metafora pedagogica, un viaggio che pone la creatura umana al centro di un grande e meraviglioso progetto di vita che presuppone di insegnare a vivere la vita nella libertà e nell’autenticità di essere pienamente se stessi, al servizio della verità, la quale risiede nell’Amore.

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