Non tutti hanno un’anima.

La condizione umana così come si presenta oggi è lontana dalla sua verità originaria e dal suo potenziale.

Nel mondo moderno in ogni persona coesistono molti “io” contraddittori, in competizione fra loro; questo conflitto rende impossibili il pensiero e l’azione in forma unitaria.

Inoltre, in ogni persona coesistono due nature che non sono capaci di riconoscersi a vicenda: l’essenza e la personalità. La libertà, l’azione consapevole e un’autentica volontà non possono esistere in questo stato di frammentazione. Quella che chiamiamo “azione” è soltanto un fenomeno meccanico e inconscio.  Pertanto siamo bloccati, come in uno stato di sonno.

In realtà la gente è trascinata dai suoi pensieri. Camminano per strada, non si accorgono di avere un corpo, schivano le macchine perché abbiamo un centro motorio più sveglio del nostro dormire, quindi non ci fa fare incidenti. Non si ricordano quello che hanno detto qualche minuto prima. Viviamo assolutamente nel sonno. Non siamo in grado di esercitare un’attenzione verso il nostro corpo, verso quello che entra e quello che esce. Di governare i pensieri. Abbiamo tantissimi difetti. Non siamo in grado di sopportare una critica. Una fragilità che è veramente sconfortante. Fino a quando una persona non ha studiato il suo essere veramente bene, credo che non possa avere idea di quello che voglia dire “chiarezza mentale”. Non lo può capire, perché nel momento in cui ti metti a fare, a tentare una meditazione, nella maniera orientale del termine, quindi a sedere per venti minuti da solo, la gente ha paura di stare con se stessa.

L’evoluzione personale, pertanto, deve essere il risveglio dallo stato di sonno, e il passaggio dalla frammentazione all’unità. Lo stato di “sonno” non priva soltanto la persona della libertà e della responsabilità; turba anche la sua relazione con il cosmo.

Dobbiamo prendere atto dello squilibrio e delle illusioni che impediscono di vedere la realtà della presente condizione umana.

Il lavoro da compiere su noi stessi, lentamente rivela come l’entità che la persona considerava unitaria, coerente e libera è in realtà un insieme contraddittorio di pensieri, reazioni emotive, e meccanismi ripetitivi di auto-protezione.

La consapevolezza di questo stato di confusione è il primo passo in direzione del risveglio.

Come secondo passo, è necessario accettare quanto si è visto.

Come terzo passo, è necessario lavorare duramente su se stessi per sviluppare sincerità, forza interiore e nuove capacità, al fine di raggiungere gli stati superiori dell’evoluzione personale difficili, ma non impossibili.

Ecco perchè non tutti hanno un’anima, ma soltanto coloro che sono in grado di costruirsela consapevolmente attraverso un faticoso processo di evoluzione personale.

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