OceanoSangue

 

Avevo circa otto anni.

Il sole era ancora un frammento
sull’oceano gravido e infame.
Si andava a pesca con degli sconosciuti feroci.
Avevamo una barca verdone striata di ruggine colata.
I branchi di pesce ci attraversavano indifferenti sotto la chiglia.

Uno abbocca all’amo di uno degli orchi.

Poi un’altro sbagliò traiettoria tirando su la lenza e mi colpì in volto col pesce.
Indolenzito, lo presi e lo ributtai in acqua il più lontano possibile.

Sul fondo della barca, le striature di sangue aumentavano.
Non era quello il modo di pescare.
Un colpo rapido e nel vento le lenze tiravano come ossessionate.
Tornavamo a riva con la bacinella piena.

Ora al tramonto i pescherecci scavano il fondo trascinando,
le reti sono muri e prigioni e tradimento.
I fondali ribollono di strazio.

Non è questo il modo di pescare.

Schermata 2020-06-22 alle 02.04.57

 

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