La fine del primo ciclo di chemioterapia

Kemio numero 0. Questo primo ciclo è finito. Si riparte da qui. Non è ancora l’ora dei saluti.
Dieci mesi fa è calata la notte sulla mia esistenza. Ho vissuto tra speranza ed incertezza, mi sono allontanato dalla vita, qualcosa si stava portando via quello che restava di me, e il dolore si era seduto sulle mie ginocchia.
Ma oggi, con la fine di questo ciclo di chemioterapia, ho vinto una ennesima battaglia contro il mio cancro, alla fine condotta anche con allegria e leggerezza.
Sono ben lontano dal vincere la guerra, ancora tanto cammino ho davanti da percorrere in questo sentiero sempre più accidentato. Non è certo stato l’ultimo ostacolo, anzi, ma è bellissimo pensare di essere fuori pericolo.
Tanti hanno detto: “ma guarda come sta bene, non è grave allora…”: questo perchè sono stato bravo a dominare la paura, il dolore, lo smarrimento, il buio dell’incognito, pur continuando comunque a sostenere gli altri, la vita, la quotidianità (anche se stravolta) con gioia e amore per tutti. Ho attraversato questo diluvio universale come un soldatino, con la schiena dritta come una fiamma in verticale. Non mi sono mai fermato, sino alla fine. Perchè io non ho mai avuto paura, non ho paura di niente da sempre. Me ne frego della paura.
Alla mia grande famiglia, ai miei meravigliosi compagni di viaggio, agli amici veri e vicini, sia quelli già presenti nella mia vita sia quelli nuovi ed inaspettati, va il mio grazie per aver condiviso la mia avventura, dimostrandomi anche solo con un messaggio, un like, una telefonata, un sorriso, un abbraccio, due parole anche semplici ma sincere, ogni santo giorno, quanto valga la pena lottare e non arrendersi alla paura di morire. Ho ricevuto un paio di abbracci che mi hanno sconvolto, che mi hanno fatto sentire il calore del cuore, come un bagliore, facendomi capire che non era tardi nemmeno per me.
Ma c’è anche qualcuno che non ha fatto abbastanza, ed ha lasciato in sospeso il rancore. Verrà anche il tempo per rimediare, e la vita continuerà.
Infine un ringraziamento speciale al nostro angelo Ulisse, che mi ha tenuto la zampa di nascosto e mi cammina accanto, sempre: abbiamo guardato assieme verso la luna, talvolta di acciaio, con fiducia e speranza, muso contro muso.
Ho fatto questo percorso per dirmi vivo, sino a quando sono qui. Ho stretto i pugni e ho sempre sorriso, nella certezza di restare con tutti voi e fare ancora tante fotografie di compleanno assieme.44749253_319569612191629_4268245773408414197_n
E ora che si fa? Beh, il coraggio di ricominciare non manca, non mancano i nuovi progetti e nemmeno manca la forza perchè, alla luce dei fatti, spesso le situazioni che sembrano negative in realtà sono il trampolino di lancio per una nuova vita, più appagante e soddisfacente, più consapevole e felice.
Allora, non importa molto se niente è uguale a prima, ma si riparte, perchè tutte le parole si dissolvono, tutte le brutte immagini sbiadiscono: cambieremo molte forme e molte abitudini. Non si affoga mai per respirare e si impara anche a sopravvivere guardando al cielo, con le mani, con gli occhi e col cuore.
Quindi anche in questo giorno di vittoria, che tutto sospende, dove tutto per me si ferma come in un meraviglioso scatto fotografico -per un attimo- che quasi sfugge il tempo reale, posso finalmente dire che oggi è proprio il mio giorno perfetto per sentirmi di nuovo vivido e forte.

Però domani, per favore, fate la magia di riportarmi a casa, sulla mia meravigliosa isola!

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